Andrew Garfield interpreta Sam Altman in Artificial, il film di Luca Guadagnino sulla fondazione di OpenAI e sui tumulti che hanno portato al licenziamento e al ritorno di Altman. Garfield racconta di aver affrontato il ruolo come un’occasione per esaminare non soltanto l’intelligenza artificiale, ma anche le persone che la stanno costruendo e la direzione che potrebbero imprimere alla società.

Per sviluppare il personaggio, l’attore si è basato su interviste, filmati e conversazioni con persone che conoscono Altman. Ha prestato particolare attenzione al suo modo di camminare, all’abbigliamento e al modo in cui occupa una stanza. Garfield descrive un cambiamento nei filmati che ha studiato: nei primi anni Altman appariva più rilassato fisicamente, mentre in seguito, diventando un importante leader del settore tecnologico, si mostrava più controllato.

Nella sua interpretazione, Garfield porta la sua tipica intensità emotiva a una figura le cui motivazioni possono essere difficili da decifrare. Nel film, dice, le lacrime di Altman potrebbero indicare sia una convinzione autentica nella superintelligenza sia una ricerca del potere. Questa incertezza, sostiene l’articolo, conferisce alla storia un tono più inquietante rispetto al dramma legale incentrato sullo status di The Social Network, in cui Garfield interpretava Eduardo Saverin, cofondatore di Facebook.

Garfield ha raccontato che perdere il ruolo di Zuckerberg, assegnato a Jesse Eisenberg, gli ha lasciato la curiosità di capire cosa serva per avere successo a quel livello. Ha collegato i temi del film al cambiamento delle sue idee sulla vittoria, l’umiltà e la vulnerabilità, sostenendo che una cultura concentrata sul vincere a ogni costo può perdere di vista la responsabilità e l’umanità condivisa.

Ha riflettuto anche sulla difficoltà di separare la fama dalla propria identità e sull’importanza di avere persone fidate con cui potersi mostrare sinceri. Garfield ha detto di essere stato attratto dall’incertezza che circonda il futuro dell’IA, soprattutto perché, come ha affermato, le persone che ne guidano lo sviluppo non sanno con esattezza dove le condurrà questa tecnologia.

Fonti: GQ.