La vittoria schiacciante del Partito Democratico nelle elezioni di metà mandato ha segnato un punto di svolta significativo per i settori globale della moda e del lusso. Con I Democratici che hanno ripreso il controllo sia del Senato che della Camera a metà del secondo mandato del presidente Trump, il mercato ha risposto con immediata entusiasmo, registrando una crescita dell'indice Dow Jones di oltre 1.500 punti, ovvero il 2,8%, nella mattinata di mercoledì. Questo spostamento politico arriva dopo un periodo definito da politiche guidate dai repubblicani, inclusi i dazi del 2025 che hanno sconvolto le catene di approvvigionamento e i conflitti in corso nel Medio Oriente che hanno fatto salire l'inflazione e i costi energetici.
Per discutere di questi sviluppi, Hildy Kuryk, CEO ad interim del Consiglio dei Designer della Moda d'America (CFDA), si è unita alla direttrice globale di Vogue Business, Nicole Phelps, al Summit Globale di Vogue Business a New York. La conversazione ha evidenziato un panorama economico paradossale: mentre il sentiment dei consumatori ha toccato minimi storici con il 36% degli elettori che cita l'inflazione come principale preoccupazione, le spese per il lusso negli Stati Uniti sono rimaste robuste. I principali conglomerati, tra cui Hugo Boss, Kering, Zegna ed Hermès, hanno identificato gli Stati Uniti come un'area chiave di crescita. Ermenegildo "Gildo" Zegna ha segnalato un aumento del 14% nella regione delle Americhe, mentre Hermès ha riportato una crescita dell'8,8% in Nord America durante il terzo trimestre.
Kuryk ha sottolineato che i risultati elettorali rappresentavano un ripudio dell'amministrazione attuale e della sua gestione dell'accessibilità economica, piuttosto che un'onda puramente progressista. Ha fatto notare che i democratici hanno espanso con successo la loro portata nelle aree rurali, assicurandosi vittorie storiche come la prima governatrice donna nera, la prima governatrice latina in Texas e il primo senatore musulmano. Nonostante questi cambiamenti politici, Kuryk ha avvertito che gli Stati Uniti rimangono una nazione profondamente divisa, rendendo difficili le previsioni future. L'attenzione immediata per l'industria è su come un Congresso democratico supervisionerà le azioni esecutive, in particolare riguardo ai dazi che non richiedono l'approvazione del Congresso ma potrebbero ora affrontare un maggiore scrutinio.
Guardando al futuro della stagione natalizia e oltre, il consenso tra i leader è di ottimismo prudente. Kuryk ha notato che mentre il quinto superiore delle famiglie continua a guidare le spese, la famiglia mediana rimane ansiosa per i prezzi. Di conseguenza, ai marchi viene chiesto di comunicare direttamente il loro valore ai consumatori che sono diffidenti verso i costi. Le elezioni hanno anche portato l'attenzione su questioni normative emergenti, con moratorie sui data center dell'intelligenza artificiale approvate in molti stati, potenzialmente impattando le strategie di produzione e manifattura.
Mentre l'industria si prepara al ciclo presidenziale del 2028, Kuryk ha consigliato ai designer di mantenere il focus sul loro lavoro creativo e sulle relazioni con i clienti piuttosto che lasciarsi distrarre dal rumore politico. Ha evidenziato che il CFDA continuerà a supportare le imprese attraverso programmi di upskilling e partnership sull'intelligenza artificiale. In definitiva, la sfida per entrambe le parti nei prossimi anni sarà dimostrare miglioramenti tangibili nella vita quotidiana degli americani, un fattore che influenzerà probabilmente i futuri comportamenti dei consumatori e le decisioni di investimento nel settore della moda.
Fonti: Vogue.
