Gucci sta adottando una nuova struttura per le proprie unità aziendali, accogliendo i veterani del settore Monica Ulmi e Marco Semeghini come consulenti senior. Lavoreranno in Italia, tra Milano e Firenze, al fianco del direttore artistico Demna e della presidente e CEO Francesca Bellettini.
La riorganizzazione mira a sostenere il lavoro creativo di Demna, attribuendo al contempo alle unità aziendali responsabilità più chiare e promuovendo una collaborazione più stretta. Le collezioni moda e le collezioni essenziali — i capi fondamentali del guardaroba del marchio — saranno sviluppate parallelamente, con calendari, piani e processi decisionali distinti. Entrambi i team di design lavoreranno a partire dalla visione di Demna.
Le unità aziendali sono suddivise in quattro categorie: pelletteria, prêt-à-porter donna, prêt-à-porter uomo e calzature. Ognuna ha un responsabile dedicato che fa capo al chief product officer Marcello Costa. Le unità riuniscono merchandising, coordinamento delle collezioni e design delle collezioni essenziali, lavorando a stretto contatto con lo sviluppo prodotto. Supervisioneranno ogni categoria dalla pianificazione e programmazione fino allo sviluppo, includendo gli articoli iconici, i capi da guardaroba, i drop e le richieste di personalizzazione su misura ispirate alle sfilate.
Ulmi ha già lavorato da Gucci dal 1996 al 2008, prima come direttrice del merchandising della pelletteria e poi come direttrice del merchandising. In seguito ha ricoperto incarichi presso Salvatore Ferragamo e Versace e, dal 2018, lavora come consulente indipendente nel settore del merchandising.
Semeghini è entrato in Gucci nel 1996, dopo aver iniziato la carriera presso il department store italiano Rinascente. Fino al 2005 ha ricoperto ruoli nell’ambito degli acquisti e del merchandising da Gucci, per poi lavorare da Tom Ford e Canali. Da allora ha lavorato come consulente e insegnato business della moda e strategie di marketing del lusso, anche presso Istituto Marangoni e NYU a Firenze.
La struttura è pensata per attribuire a ogni unità maggiore autonomia e responsabilità, mantenendo al contempo in Italia le attività della maison di design, sviluppo e realizzazione.
Fonti: WWD.
