Una nuova iniziativa del settore mira a ridurre e infine eliminare il permanganato di potassio, noto anche come spray PP, dalla produzione del denim. PP-free Denim Mission è stata lanciata quest’estate dall’agenzia di marketing B2B Ruess International in collaborazione con il fornitore di prodotti chimici CHT Germany.

Ruess coordina l’iniziativa e le relative comunicazioni, mentre CHT contribuisce con competenze tecniche ed esperienza nella finitura del denim. Il progetto mira a spostare il dibattito del settore oltre la sensibilizzazione, verso l’attuazione pratica di sistemi produttivi che non dipendano dal PP.

L’iniziativa ha pubblicato una guida all’ecosistema del denim che comprende i processi di produzione e finitura, oltre a un rapporto intitolato “Beyond Potassium Permanganate: Perspectives for More Responsible Denim Finishing”. Il rapporto esamina le tecnologie disponibili, le loro capacità e limitazioni, nonché le difficoltà legate alla creazione di ambienti produttivi privi di PP.

Secondo PP-free Denim Mission, il permanganato di potassio è ancora ampiamente utilizzato nella finitura del denim, nonostante le preoccupazioni relative all’esposizione dei lavoratori e agli effetti sulle acque reflue. L’iniziativa stima che ogni anno vengano utilizzate 1.963 tonnellate metriche di PP sul denim. Sebbene alcune aziende, tra cui Target, abbiano eliminato la sostanza chimica dalla propria produzione di denim, il suo impiego resta comune nel settore.

Il rapporto osserva che dal 2018 il permanganato di potassio è classificato come sostanza CMR—cancerogena, mutagena e reprotossica—nell’ambito del quadro CLP dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche. Evidenzia inoltre le proprietà ossidanti della sostanza chimica, la sua tossicità acuta e riproduttiva, nonché il suo elevato rischio per gli organismi acquatici. L’applicazione del PP mediante nebulizzazione può esporre i lavoratori ad aerosol presenti nell’aria e a residui chimici.

La sostituzione della sostanza chimica non è semplice, perché il PP fa parte di un sistema produttivo consolidato. Qualsiasi alternativa deve essere compatibile con i processi esistenti, economicamente sostenibile e in grado di fornire risultati costanti in condizioni industriali. Il rapporto descrive i sistemi di sbiancamento enzimatico come un progresso significativo, ma non come una soluzione universale, definendoli un passo verso processi più controllati e integrati, piuttosto che una semplice sostituzione chimica.

PP-free Denim Mission sostiene che i progressi dipenderanno dalla cooperazione lungo tutta la catena del valore, compresi fornitori di tecnologie, lavanderie industriali, produttori, marchi e designer. Il suo approccio proposto a 360 gradi comprende inoltre l’incoraggiamento dei fornitori a esplorare sistemi di finitura privi di PP, l’invito ai marchi a valutare opzioni a minore impatto, la collaborazione con ONG e regioni manifatturiere e il coinvolgimento dei consumatori attraverso campagne di sensibilizzazione sull’impatto ambientale del denim.

In questa fase l’iniziativa non ha stabilito parametri di riferimento formali né obiettivi quantitativi. La sua priorità immediata è sviluppare una comprensione condivisa di ciò che richiede una finitura priva di PP credibile, tenendo conto della sicurezza dei lavoratori, degli effetti sulle acque reflue, del consumo di risorse, dell’affidabilità dei processi e della fattibilità economica.

La missione sottolinea che la sola rimozione del permanganato di potassio non rende automaticamente migliore un’alternativa. I sistemi sostitutivi devono inoltre dimostrare miglioramenti nelle prestazioni ambientali e nella sicurezza dei lavoratori, soddisfacendo al contempo i requisiti industriali in termini di qualità, scalabilità e costi. Il suo obiettivo a lungo termine è rendere superfluo lo spray PP, man mano che alternative credibili otterranno una più ampia accettazione.

Fonti: WWD.