Le persone con la malattia di Crohn possono avere difficoltà a tollerare gli alimenti ricchi di fibre, ma questo non significa che tutti debbano seguire una dieta a basso contenuto di fibre. Alcune ricerche suggeriscono che le fibre possano favorire la salute intestinale e siano potenzialmente associate a un minor numero di riacutizzazioni future, anche se le risposte individuali variano.
Le fibre sono carboidrati di origine vegetale che il corpo non digerisce né assorbe completamente. Le fibre insolubili aumentano la massa delle feci e si trovano in alimenti come bucce della frutta, verdure a foglia, frutta a guscio, semi e legumi. Le fibre solubili formano un gel nell’intestino e possono facilitare l’evacuazione; tra le fonti ci sono avena, fagioli, orzo, carote e polpa di pera.
Durante una riacutizzazione, la quantità di fibre dovrebbe essere stabilita in base ai sintomi e alla tolleranza. Tradizionalmente si è raccomandato un approccio a basso contenuto di fibre per dare tregua all’apparato digerente, ma la dietista abilitata Dahlia Marin afferma che, nelle persone senza stenosi, ci sono prove limitate a sostegno dell’eliminazione di tutte le fibre durante una riacutizzazione. Raccomanda invece di adattare la scelta degli alimenti, per esempio sbucciando, cuocendo, frullando o riducendo in purea frutta e verdura.
Alcune persone potrebbero dover limitare temporaneamente gli alimenti ricchi di fibre insolubili, comprese bucce, verdure fibrose a foglia, frutta a guscio, semi, popcorn e pannocchie di mais. Per chi ha stenosi, sono particolarmente importanti gli alimenti morbidi, masticare a fondo e ricevere indicazioni personalizzate da un professionista sanitario, a causa del rischio di ostruzione.
La dietista Kelly L. Burgess afferma che durante una riacutizzazione attiva si può valutare una dieta a basso contenuto di FODMAP per le persone i cui sintomi sono scatenati dai carboidrati fermentabili. Tra questi ci sono alcuni fagioli e legumi, oltre a cavolo, cavolfiore, aglio e cipolle. Questo approccio può aiutare le persone con Crohn che presentano anche sintomi simili a quelli della sindrome dell’intestino irritabile.
Quando si aumenta l’apporto di fibre, i dietisti consigliano di iniziare con porzioni piccole e di aumentare gradualmente, in base alla tolleranza. Alimenti morbidi come patate, riso bianco e banane possono essere più facili da introdurre prima di provare alimenti come semi, mais, sedano e frutta essiccata. Aumentare l’assunzione di liquidi insieme a quella di fibre può inoltre aiutare ad ammorbidire le feci e prevenire la stitichezza.
In genere, il modo preferibile per iniziare ad assumere fibre è attraverso gli alimenti, perché quelli di origine vegetale forniscono anche vitamine, minerali e antiossidanti. Gli integratori possono essere utili in alcune situazioni, per esempio durante i viaggi, ma i loro effetti possono variare da persona a persona. Lo psillio è una fibra solubile che forma un gel, mentre l’inulina e gli oligosaccaridi possono essere fermentati più facilmente e causare gas o gonfiore in alcune persone.
Chi fa fatica a mangiare a sufficienza, perde peso involontariamente, elimina sempre più alimenti o non sa come reintrodurre le fibre dopo una riacutizzazione può trarre beneficio da una visita con un dietista abilitato specializzato nelle malattie infiammatorie intestinali. In caso di sintomi nuovi o in peggioramento, è opportuno coinvolgere un gastroenterologo; tra questi sintomi rientrano dolore addominale persistente, diarrea frequente, sangue nelle feci, perdita di peso inspiegabile, stanchezza in peggioramento o vomito. Un forte dolore addominale, vomito ripetuto, gonfiore addominale o l’impossibilità di evacuare o emettere gas richiedono cure mediche urgenti, poiché possono indicare un’ostruzione intestinale.
Fonti: GQ.