Nel 2024, l’economia circolare del Regno Unito ha sostenuto 558.886 posti di lavoro e generato oltre 53 miliardi di sterline di valore aggiunto lordo, secondo un rapporto dell’ONG ambientalista WRAP. Il rapporto stima che, con una svolta trasformativa verso pratiche circolari, il settore potrebbe sostenere oltre 1 milione di posti di lavoro e generare altri 93 miliardi di sterline di valore aggiunto lordo entro il 2035.

Il rapporto, intitolato “Powering Good Growth: The Circular Economy Opportunity for Jobs, Manufacturing and Every Region of the UK” (“Promuovere una crescita positiva: le opportunità dell’economia circolare per l’occupazione, il settore manifatturiero e tutte le regioni del Regno Unito”), afferma che l’occupazione nelle attività dell’economia circolare è passata da 469.804 posti di lavoro nel 2014 a 557.639 nel 2019. Nei cinque anni successivi la crescita ha subito un forte rallentamento, con un aumento di poco più di 1.200 posti di lavoro entro il 2024. WRAP indica l’inflazione e l’instabilità delle catene di approvvigionamento, oltre a scelte politiche che potrebbero limitare la circolarità, tra i possibili fattori alla base del rallentamento.

Le tendenze occupazionali sono variate nelle diverse aree del Regno Unito. Galles, Scozia e Irlanda del Nord hanno registrato una crescita tra il 2019 e il 2024, mentre in Inghilterra si è verificato un lieve calo. Il Galles ha guidato l’aumento, seguito dalla Scozia, compensando le riduzioni in Inghilterra e lasciando pressoché invariato il dato netto a livello nazionale. L’Inghilterra ha comunque avuto la forza lavoro più numerosa nell’economia circolare, con 467.175 posti di lavoro nel 2024.

Il rapporto individua inoltre uno squilibrio tra il riciclaggio e le attività che mantengono i prodotti in uso più a lungo. Tra il 2019 e il 2024, il riciclaggio ha rappresentato oltre il 4,9 per cento della crescita occupazionale nell’economia circolare, mentre l’occupazione nella riparazione e nel riutilizzo è diminuita del 2,3 per cento e quella nel noleggio e leasing dello 0,3 per cento. Secondo WRAP, la riparazione, la ricondizionatura e il riutilizzo possono sostenere le imprese locali e generare più posti di lavoro per tonnellata di materiale gestito rispetto allo smaltimento o al riciclaggio convenzionale.

Un esempio citato nel rapporto è ACS Clothing, un polo della moda circolare in Scozia che collabora con i marchi a programmi di noleggio e rivendita per evitare che i tessuti finiscano in discarica. Secondo WRAP, l’azienda è passata da circa 60 dipendenti a oltre 160.

Per raggiungere la crescita prevista, WRAP delinea tre possibili percorsi. Un approccio incrementale si baserebbe sulle politiche e sulle tendenze di mercato esistenti, puntando a miglioramenti nel riciclaggio e a una moderata espansione dei modelli di business fondati sulla riparazione, sul riutilizzo e sui servizi. Uno scenario di adozione più rapida porterebbe a un maggiore slancio politico e di mercato, accompagnato da un ricorso più ampio alla rigenerazione, alla riparazione, al riutilizzo, al leasing e al noleggio. L’opzione più ambiziosa integrerebbe i principi circolari nella produzione, nei consumi e nella gestione delle risorse, con un’ampia diffusione della rigenerazione e dei modelli basati sui servizi e una crescita su larga scala delle industrie di bioraffinazione.

WRAP afferma che politiche ambiziose e sostenute nel tempo potrebbero contribuire a estendere i benefici economici della circolarità in tutto il Regno Unito.

Fonti: WWD.