Più della metà degli acquirenti statunitensi afferma di non fornire il proprio numero di telefono o indirizzo email reale quando si iscrive a sconti, coupon o promozioni commerciali, secondo un sondaggio condotto dalla società di tutela della privacy Cloaked su oltre 1.000 consumatori. I risultati evidenziano una tensione tra gli sforzi dei rivenditori per raccogliere i dati dei clienti e le preoccupazioni dei consumatori su come tali informazioni possano essere utilizzate o esposte.
Nel sondaggio, il 51% ha dichiarato di non comunicare i propri recapiti reali quando si registra per ottenere offerte. Tra questi intervistati, il 65% ha citato preoccupazioni quali le violazioni dei dati, la vendita o la condivisione di informazioni personali e il tracciamento tra account. Più in generale, nelle situazioni quotidiane, l’89% ha dichiarato di evitare almeno una volta di condividere il proprio numero di telefono o indirizzo email effettivo.
Evitare i messaggi indesiderati è stato il motivo più citato: il 91% ha affermato di non comunicare i propri dati per prevenire spam o contatti di marketing. Tra le altre preoccupazioni figurano truffe o frodi, citate dal 79%, e la riservatezza dei dati, citata dal 65%. Il sondaggio ha inoltre rilevato che il 61% utilizza un indirizzo email secondario anziché quello principale, mentre il 55% ha dichiarato che il proprio numero di telefono o indirizzo email è comparso in una violazione dei dati nota.
Molti intervistati hanno anche espresso rammarico per aver condiviso i propri dati in passato. Circa il 71% ha dichiarato di essersi pentito di aver fornito il proprio numero di telefono reale ad aziende o piattaforme online.
Il rapporto afferma che gli americani mantengono lo stesso numero di telefono in media per 12 anni e lo stesso indirizzo email per 14 anni. Riferisce inoltre che le persone che conservano il proprio numero di telefono principale da oltre un decennio ricevono il 45% in più di messaggi di spam, chiamate automatiche e tentativi di truffa rispetto a chi ha numeri più recenti; secondo il rapporto, gli indirizzi email utilizzati da lungo tempo ricevono l’88% in più di contatti indesiderati.
Cloaked ha inoltre segnalato differenze in base al tipo di dispositivo: gli utenti Android erano più propensi degli utenti iPhone a dichiarare di evitare di condividere i propri recapiti reali per motivi di privacy, con una percentuale del 68% contro il 61%. Gli utenti Android erano anche più propensi a riferire di ricevere chiamate o messaggi destinati a un numero errato: il 41% contro il 36%.
I risultati suggeriscono che le richieste di recapiti possono indurre alcuni acquirenti a utilizzare informazioni alternative o inesatte anziché condividere i propri account principali. Per i rivenditori, ciò può significare raccogliere dati sui clienti meno affidabili e, al contempo, rischiare di accrescere la diffidenza dei consumatori preoccupati per lo spam e l’esposizione dei propri dati.
Fonti: WWD.
